<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ANALIFE &#187; atleta</title>
	<atom:link href="https://analife.it/notizie/tag/atleta/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://analife.it</link>
	<description>Specialisti per la tua salute e il tuo benessere</description>
	<lastBuildDate>Thu, 12 Jan 2023 13:22:28 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>L&#8217;approccio psicologico nello sport: il modello SFERA</title>
		<link>https://analife.it/notizie/lapproccio-psicologico-nello-sport-il-modello-sfera/</link>
		<comments>https://analife.it/notizie/lapproccio-psicologico-nello-sport-il-modello-sfera/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 May 2017 13:35:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Analife]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Servizi per lo sport]]></category>
		<category><![CDATA[atleta]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.analife.it/?p=1049</guid>
		<description><![CDATA[<p>La possibilità di esprimere al meglio le proprie capacità in allenamento piuttosto che in gara è da sempre legata alla capacità psicologica di attingere alle proprie risorse mentali riducendone gli effetti negativi.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://analife.it/notizie/lapproccio-psicologico-nello-sport-il-modello-sfera/">L&#8217;approccio psicologico nello sport: il modello SFERA</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://analife.it">ANALIFE</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La possibilità di esprimere al meglio le proprie capacità in allenamento piuttosto che in gara è da sempre legata alla capacità psicologica di attingere alle proprie risorse mentali riducendone gli effetti negativi. L’obiettivo è quello di ridurre al minimo gli effetti psicologici negativi e modulare gli stati di tensione.</p>
<p>L’attuale tendenza è quella di lavorare sulla coscienza dell’atleta e delle sue emozioni in modo da focalizzarlo completamente sul gesto atletico, evitando che altre perturbazioni possano distrarlo dal compito.</p>
<p>Un modello applicativo molto strutturato è rappresentato da SFERA del Professore Vercelli (2005)<br />
Questo modello tende a creare consapevolezza riguardo al funzionamento generale dell’atleta riguardo la prestazione. SFERA rende possibile capire cosa sia successo all&#8217;atleta a livello mentale nel momento della prestazione, capire il problema e cercare di migliorare la situazione basandosi su un analisi consapevole degli stati mentali percepiti durante l’esercizio.</p>
<p>Si divide in 5 punti quantificabili:</p>
<ol>
<li>Sincronia: rappresenta il livello di connessione mente-corpo, una sorta di concentrazione riguardo al gesto, è l’essere presenti nel momento senza proiettare la mente al futuro o al passato. Se la sincronia non è elevata la persona si sbilancia sul pensiero e non sul gesto, la mente va al risultato e non alla prestazione.</li>
<li>Punti di Forza: sono le migliori capacità dell’atleta (fisiche, tecniche, tattiche, mentali). In prestazione è necessario che l’atleta sia consapevole delle sue qualità, questo produrrà sensazione di auto-efficacia portando alla sicurezza di sé.</li>
<li>Energia: rappresenta la capacità di utilizzare la corretta quantità di energia durante lo sforzo. Quando c’è energia ci si sente comodi perché si è in grado di modularla in base alle necessità. Uno scorretto utilizzo delle energie può portare all&#8217;affaticamento e a sensazioni negative. Un esempio è focalizzare l’attenzione su elementi che non si possono controllare e quindi non dipendono da me, creando preoccupazione.</li>
<li>Ritmo: rappresenta la giusta sinergia e fluidità nei movimenti. Fa riferimento alla Sincronia (non riesco a concentrarmi), oppure all&#8217;energia (sono partito troppo forte e ora sono cotto e seccato).</li>
<li>Attivazione: da intendere come presente oppure no. Un atleta è attivato quando ha voglia di fare, piacere, motivazione ed entusiasmo, insegue un obiettivo. L’avere un obiettivo è fondamentale e in non averlo spesso può creare una scarsa attivazione.</li>
</ol>
<p>Contestualizzando questi aspetti riguardo ad una prestazione l’atleta può creare una consapevolezza maggiore riguardo all&#8217;approccio alla prestazione, all&#8217;insorgenza di emozioni negative, al riconoscimento di false preoccupazioni, migliorando così la prestazione.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://analife.it/notizie/lapproccio-psicologico-nello-sport-il-modello-sfera/">L&#8217;approccio psicologico nello sport: il modello SFERA</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://analife.it">ANALIFE</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://analife.it/notizie/lapproccio-psicologico-nello-sport-il-modello-sfera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il sistema posturale nei traumi sportivi</title>
		<link>https://analife.it/notizie/sistema-posturale-nei-traumi-sportivi/</link>
		<comments>https://analife.it/notizie/sistema-posturale-nei-traumi-sportivi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2017 10:45:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Analife]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Postura]]></category>
		<category><![CDATA[analisi biomeccanica]]></category>
		<category><![CDATA[atleta]]></category>
		<category><![CDATA[postura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.analife.it/?p=972</guid>
		<description><![CDATA[<p>Molto spesso il traumatologo, l’ortopedico, il fisiatra o l'ecografista si trovano davanti alla valutazione di patologie apparentemente ben definite, quali ad esempio peritendiniti o tenosinoviti dei tendini delle articolazioni, che invece possono nascondere problematiche posturali ben più impegnative dal punto di vista diagnostico. Il rischio quindi di sottostimare una patologia apparentemente isolata, ma che invece rappresenta l'epifenomeno di alterazioni coinvolgenti più distretti, è certamente da scongiurare.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://analife.it/notizie/sistema-posturale-nei-traumi-sportivi/">Il sistema posturale nei traumi sportivi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://analife.it">ANALIFE</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div  class="wpb_row vc_row-fluid" style="text-align:left;">
	<div class="vc_span12 wpb_column column_container">
		<div class="wpb_wrapper">
			
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element ">
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Molto spesso il traumatologo, l’ortopedico, il fisiatra o l&#8217;ecografista si trovano davanti alla valutazione di patologie apparentemente ben definite, quali ad esempio peritendiniti o tenosinoviti dei tendini delle articolazioni, che invece possono nascondere <strong>problematiche posturali ben più impegnative dal punto di vista diagnostico</strong>. Il rischio quindi di sottostimare una patologia apparentemente isolata, ma che invece rappresenta l&#8217;epifenomeno di alterazioni coinvolgenti più distretti, è certamente da scongiurare.</p>

		</div> 
	</div> 
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element ">
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Il sistema posturale è un insieme molto complesso, che vede coinvolte</p>
<ul>
<li>strutture del sistema nervoso centrale e periferico (soprattutto l&#8217;occhio e il piede),</li>
<li>il sistema cutaneo,</li>
<li>i muscoli e le articolazioni</li>
<li>ma anche l&#8217;apparato stomatognatico (sistema occlusale e lingua) e l&#8217;orecchio interno.</li>
</ul>
<p>Se nel tempo sorgono problemi a qualsiasi livello, <strong>in un primo momento il &#8220;sistema&#8221; cercherà di compensare in qualche modo</strong> (spalla più alta, rotazioni del bacino, atteggiamenti scoliotici, vizi di appoggio plantare, testa inclinata …) fino a quando potrà, compatibilmente con le singole capacità.</p>
<p>Ad un certo punto però <strong>questa capacità di compensare trova il suo limite</strong> proprio dalla &#8220;somma&#8221; di questi &#8220;aggiustamenti&#8221; e compariranno le prime avvisaglie di patologia come fossero una sirena d’allarme.</p>

		</div> 
	</div> 
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element ">
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>La posturologia non è una disciplina a se stante: proprio per questo il medico che se ne occupa cerca di riunire in un unico &#8220;ragionamento&#8221; concetti di oculistica, neurologia, odontoiatria, fisiatria, otorinolaringoiatria, in modo da stilare una diagnosi completa e delle &#8220;priorita&#8221; di trattamento.</p>
<p>In genere si crede che gli atleti, avendo sviluppato una potente ed elastica struttura muscolare, siano più protetti dai traumi indiretti a carico del loro corpo. Questa idea nasce dalla convinzione che, di per sé, l’attività sportiva sia salutare per l’organismo. Eppure gli atleti spesso si procurano danni fisici anche seri incontrando una zolla d’erba, durante il riscaldamento, ecc…</p>
<p><strong>In realtà le patologie che interessano le articolazioni e la colonna vertebrale sono più precoci negli sportivi.</strong><br />
Tale affermazione può meravigliare, ma bisogna tenere presente che ossa, articolazioni, legamenti e muscoli degli atleti sono spesso portati ai limiti delle loro possibilità fisiche.</p>
<p>Per tale motivo, vengono sottoposti a preparazioni particolari e personalizzate ma, a quanto pare, spesso con scarsi risultati in quanto tali preparazioni non sono generalmente calibrate sulla struttura complessiva del soggetto, ma solo su determinate caratteristiche generali come ad esempio la tipologia muscolare dell’atleta.<br />
Ciò che è evidente è, pertanto, la frequenza di infortuni da traumi indiretti che si verificano in tutti gli sport.</p>
<p>Da quanto detto parrebbe più “sano” starsene a casa in pantofole piuttosto che rischiare le proprie articolazioni, i muscoli, ecc&#8230; su di una pista di atletica, su di un campo di calcio, sui campi del golf, ecc., ma, per fortuna non è così, purché si tenga presente che chi pratica un’attività sportiva deve necessariamente possedere non solo un buon tono muscolare ma anche un buon equilibrio posturale.</p>
<p><strong>Troppo spesso si dimentica che la qualità del movimento di tutto il corpo (anche in fase aerea), l&#8217;economia e la sicurezza dei gesti motori nelle azioni sportive dei grandi atleti o nella vita quotidiana di ogni persona nascono dal controllo dell&#8217;appoggio dell&#8217;arto inferiore che dipende dall&#8217;efficienza e dall&#8217;integrazione dei segnali provenienti dai sistemi informativi afferenti (propriocettivo, visivo e vestibolare).</strong></p>
<p>Infatti, per un atleta è sicuramente importante possedere una grande potenza: ma ancor più importante è la percentuale di questo potenziale che egli è in grado di esprimere nelle varie situazioni di gara.</p>
<p>La forza esprimibile, rispetto al potenziale a disposizione, dipende dalla stabilità delle catene cinetiche coinvolte e nei movimenti antigravitari come il salto, dalla stabilità posturale e quindi prevalentemente dall&#8217;azione dei muscoli stabilizzatori e direzionali dell&#8217;arto inferiore.</p>
<p>Queste considerazioni sono valide sia nella semplice propulsione del passo, sia nell&#8217;esecuzione di gesti tecnico-atletici di alto livello come i salti, la corsa, l&#8217;entrata in acqua attraverso il tuffo, la virata.</p>
<p><strong>Un raffinato controllo posturale dinamico è il prerequisito fondamentale per un’ efficace esecuzione di tutti i movimenti in condizioni antigravitarie (e per gestire le situazioni di disequilibrio), siano essi i semplici gesti della vita quotidiana o le performance sportive di alto contenuto agonistico.</strong></p>
<p>Fino ad ora l&#8217;evoluzione dell&#8217;allenamento si è principalmente basata sull&#8217;aumento delle ore e dei carichi di allenamento, spesso con un conseguente aumento del rischio di lesioni e di patologie da sovraccarico funzionale. E&#8217; possibile invece invertire questa tendenza con un aumento delle prestazioni associato ad una riduzione e contemporanea ottimizzazione dei carichi di lavoro.<br />
In questo escursus sono stati passati in rassegna gli sport più diffusi sul territorio nazionale e abbiamo visto che ogni disciplina sportiva iperprogramma alcuni gruppi muscolari. Naturalmente queste iperprogrammazioni si sommano al quadro posturale pre-sportivo dell&#8217;atleta dando così origine ad un schema posturale sempre diverso e rendendo pertanto la riabilitazione posturale strettamente soggettiva.</p>
<p>E’ opportuno altresì ricordare che in molti casi, infatti, è capitato di incontrare delle difficoltà di gestione del paziente derivanti dal fatto che l’alterazione dello schema posturale determina, nel corso degli anni ed in funzione del carico allenante, adattamenti muscoloconnettivali e scheletrici molto forti con i quali l’atleta è costretto a convivere e sui quali modifica ed adatta la tecnica di esecuzione del gesto sportivo.</p>
<p>Normalizzando la funzione recettoriale, si corre il rischio di modificare tali schemi motori con il pericolo di creare un deterioramento della prestazione sportiva. E’ evidente, quindi, quanto l’intervento medico debba essere improntato alla massima prudenza ed il modo di agire poco “aggressivo”. Si potrebbe continuare all&#8217;infinito parlando di molti altri sport popolari come la corsa, il canottaggio, le discipline marziali, il tiro con l&#8217;arco, il golf, l&#8217;equitazione, l&#8217;atletica leggera (che di leggero non ha niente&#8230;).</p>
<p>Naturalmente questo non deve far concludere che lo sport fa male ma <strong>bisogna cominciare dall&#8217;inizio, cominciare col corpo e non con lo sport.</strong></p>
<p>Prima di praticare uno sport bisogna acquisire un&#8217;intelligenza muscolare, sensoria, respiratoria e servirsene tutti i giorni, non solo durante la pratica dello sport. Invece di limitarsi ai classici gesti sportivi stereotipati, invece di addestrare il corpo al movimento, bisogna lasciare al corpo e al cervello la possibilità di prendere coscienza del movimento e di inventare i movimenti più appropriati. Allora si scoprirà un atteggiamento spontaneo per ogni sport, atteggiamento che conserveremo non solo per tutta la durata della pratica sportiva ma per tutta la vita, senza rischio di infortuni e di deformazioni posturali.</p>
<p><strong>Prima di praticare uno sport, la presa di coscienza del corpo diventa obbligatoriamente un lavoro preliminare.</strong></p>
<p>Come il pittore prepara la tela, il ceramista la creta, noi dobbiamo preparare il corpo prima di servircene, prima di aspettarci da esso risultati soddisfacenti e, periodicamente, occorre lavorare sul corpo per deprogrammare le catene muscolari e renderlo così funzionalmente libero di esprimersi in tutti i suoi movimenti.</p>

		</div> 
	</div> 
		</div> 
	</div> 
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://analife.it/notizie/sistema-posturale-nei-traumi-sportivi/">Il sistema posturale nei traumi sportivi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://analife.it">ANALIFE</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://analife.it/notizie/sistema-posturale-nei-traumi-sportivi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bioimpedenziometria e la valutazione per l&#8217;atleta</title>
		<link>https://analife.it/notizie/bioimpedenziometria-per-atleta/</link>
		<comments>https://analife.it/notizie/bioimpedenziometria-per-atleta/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2017 16:57:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Analife]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Servizi per lo sport]]></category>
		<category><![CDATA[atleta]]></category>
		<category><![CDATA[bioimpedenziometria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.analife.it/?p=969</guid>
		<description><![CDATA[<p>La bioimpedenziometria su atleta serve per conoscere lo stato di idratazione e le caratteristiche fisiologiche della persona: occorre utilizzare uno strumento che ne &#8220;misuri&#8221; quindi la composizione corporea. Questo strumento in pochi minuti dà la possibilità al tecnico di conoscere, oltre che lo stato di...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://analife.it/notizie/bioimpedenziometria-per-atleta/">Bioimpedenziometria e la valutazione per l&#8217;atleta</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://analife.it">ANALIFE</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La bioimpedenziometria su atleta serve per conoscere lo stato di idratazione e le caratteristiche fisiologiche della persona: occorre utilizzare uno strumento che ne &#8220;misuri&#8221; quindi la composizione corporea. Questo strumento in pochi minuti dà la possibilità al tecnico di conoscere, oltre che lo stato di idratazione, una serie di valori fondamentali per poter poi proporre un corretto allenamento, in tutte le fasi della preparazione, valutando le condizioni fisiologiche in risposta allo stimolo allenante.<br />
Inoltre questo metodo è veloce e non invasivo.</p>
<p>Il soggetto è valutato tramite il posizionamento di 4 elettrodi, due sulla mano e due sul piede, che rileveranno la resistenza e la reattanza del suo corpo.<br />
Questi due valori verranno poi inseriti nel software in dotazione, grazie al quale verranno estrapolati una serie di dati che ora spiegherò in dettaglio.</p>
<p>MASSA CELLULARE: è la componente metabolicamente attiva dell&#8217;organismo.<br />
Ogni persona ha una BCM minima sotto la quale è sconsigliato scendere, causa diminuzione sia della massa muscolare magra che del metabolismo.<br />
E&#8217; il valore fondamentale che occorre monitorare nel tempo, e che ci permette di capire se la persona è malnutrita ed in overtraining. Rappresenta per gli atleti inoltre per gli atleti una valutazione oggettiva del ‘Motore’ corporeo.</p>
<p>TOTAL BODY WATER: è il maggior componete dell&#8217;organismo, per questo la corretta determinazione costituisce la base per stimare i parametri di forma fisica. Se l&#8217;acqua è nella norma tutti i parametri misurati dalla BIA saranno attendibili, quindi di conseguenza anche la plicometria risulterà corretta.</p>
<p>INDICE DI MASSA CELLULARE CORPOREA: è il rapporto tra la BCM E l&#8217;ALTEZZA del soggetto. Indica lo stato nutrizionale del soggetto.<br />
Valori inferiori ad 8 per le donne e a 10 per gli uomini indicano Malnutrizione.</p>
<p>ANGOLO DI FASE: misura la relazione fra resistenza e reattanza.<br />
In un soggetto sano questo valore è compreso tra 6 e 7 gradi. Valori sotto i 5 gradi indicano una rottura delle membrane cellulari o un accumulo di fluidi extracellulari (ritenzione idrica).<br />
Valori intorno ai 10 gradi indicano forte disidratazione o BCM superiori alla norma, come nel caso di sportivi professionisti.</p>
<p>SCAMBIO SODIO POTASSIO: è un valore molto importante che ci indica il buon funzionamento o meno della cellula. Il valore ideale è un rapporto di uno a uno fra sodio e potassio.<br />
Se il valore sale fino a 1,6 vuol dire che è entrato nella cellula il 60% in più di sodio, quindi siamo in presenza di forte ritenzione idrica (iperidratazione) e malnutrizione proteica.<br />
Se il valore scende a 0,6 siamo in presenza di forte disidratazione e malnutrizione energetica (occorre aumentare le calorie giornaliere).<br />
Oltre a questi valori la BIA è in grado di misurare il Metabolismo Basale, che è direttamente collegato con la quantità di BCM del soggetto, l&#8217;acqua intra ed extracellulare, ed il rapporto tra massa intra ed extracellulare.</p>
<p>La bioimpedenziometria su atleta permette di individuare ancor prima di proporre uno schema di allenamento, una serie di dati importantissimi, e poter distinguere un soggetto sotto stress da uno con buona massa cellulare, piuttosto che una persona disidratata da una in ritenzione idrica.<br />
Questi dati, verificati nel tempo, permetteranno di non fare grossi errori nella valutazione del soggetto, dosando l’allenamento e la mia alimentazione in funzione della situazione &#8220;reale&#8221; del soggetto, quindi proporre allenamenti realmente personalizzati sia nell&#8217;intensità che nella durata.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://analife.it/notizie/bioimpedenziometria-per-atleta/">Bioimpedenziometria e la valutazione per l&#8217;atleta</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://analife.it">ANALIFE</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://analife.it/notizie/bioimpedenziometria-per-atleta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
